Marco Nannini launches Italian yachting operations after GOR

Gulf of La Spezia, Italy, July 2013

After a 14 day delivery from the UK to Italy, my dad and I docked at "Marina del Fezzano", the location I have chosen to set up my italian yachting operations, dedicated to offshore yacht sailing and racing using the Akilaria RC1 Class40 I sailed into second place at the 2011/2012 Global Ocean Race.  

Life after the GOR: Class40s, Minis and the idea of a Italian training camp...

 

WHAT HAVE I BEEN UP TO?

It's been a while since i last posted an update. When not rounding the Horn, I found the cold winter months are best spent in front of a cosy fire with a good glass of wine and good non-freeze-dried food. Following the Global Ocean Race (GOR) 2011/2012 I have been invited to several yacht clubs in Italy to hold talks about my adventure and tribulations on board my Class40 "Financial Crisis". I held talks in Torino, Padova, Verona, Vicenza, Molfetta, Meina, Lovere as well as for the Soroptimist club in Turin and the Rotary Club in Padova. Next week a further date on the calendar, 4th of April, in Genova, Italy and then onto Bologna in May.

Ideas for a Christmas present: a Class40 for less than £100k

If you've been a good boy this year why not treat yourself to a nice Christmas present, for less than 100k you could get yourself a fabulous Akilaria RC1 Class40, proven and reliable it is in fact probably the only 40ft racing boat in the world to have rounded Cape Horn twice in its five years of successful offshore racing. Third in the inaugural round the world Portimao Global Ocean Race 2008/2009, Second overall in the 2010 Round Britain and Ireland, campaigned in the pro circuit at the Route du Rhum 2010 and sailed triumphantly into Les Sables d'Olonne into second place overall at the 2011/2012 Global Ocean Race so much so that it was named Best British Yacht Overseas of the year by the RORC.

See you in Vicenza on the 26th November, Verona 27th, Padova 28th

Three talks is Vicenza, Verona and Padova on 26-27-28 November. See you there!

26 Novembre 2012 ore 21:00 - VICENZA

Sala del Capitolo, Palazzo del Monte di Pieta'
Piazza dei signori - Vicenza
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www.marconannini.com/Nannini_Vicenza26112012.jpg

 

27 Novembre 2012 ore 21:00 - VERONA
Sala Convegni Unicredit - Via Garibaldi 2, Verona
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www.marconannini.com/Nannini_Verona27112012.jpg

 

28 Novembre 2012 ore 21:00 - PADOVA
Palazzo Del Turismo - Centro Congressi
Via Scavi 14, 35036 Montegrotto Terme (PD)

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www.marconannini.com/Nannini_Padova28112012.jpg

After the wedding bells, a new series of talks about the Global Ocean Race will begin

On October 25th Ella and I got married in the stunning setting of Belfast City Hall and Belfast Castle, the celebrations are ongoing with a big party with my Italian friends tomorrow in Turin. Immediately after, however, it'll be time again to talk about the great ocean,  preparations are underway for a new series of talks about the Global Ocean Race. 

RORC names Financial Crisis (Marco Nannini) as best British Yacht Overseas

I am delighted to let you all know that the RORC has picked me for this year's Dennis P Miller Trophy for best British Yacht Overseas in recognition of my mostly self-funded Global Ocean Race campaign. I am very grateful. My trusty "Financial Crisis" has made it in the history books and it is a shame that she is for sale.

Class40 GBR41 - Financial Crisis is for sale (price reduction)

Following my successful Global Ocean Race campaign, taking 2nd overal, my Class40 named Financial Crisis is sadly for sale.

Launched in 2007, Financial Crisis is an Akilaria RC1 designed by Mark Lombard and built by MC-Tec and a Lorima carbon mast new in in 2011.

Strong, reliable, proven, excellent inventory, ready to race. 

For Sale at £99,000 + VAT ono

For further information call +393204093306 or email marco.nannini@yahoo.co.uk

 

Closing the circle

I'm finally back in London, I guess this really closes the circle. Yesterday Ella and I arrived in Haslar Marina in Portsmouth Harbour after a rather tough delivery. I must admit I'm really glad to be back, it's been a tough long past 10 months and after the great adventure some normality seems a real luxury.

Celebrating a circumnavigation in Les Sables D'Olonne

It's hard to believe I've been in Les Sables for 5 days since finishing the final leg of the Global Ocean Race, I had promised an update soon after arriving but the days have passed very quickly with all the celebrations, time spent with my family, with my fiancee Ella and a surprise visit from a group of friends from Italy. All in all the dust has not settled yet, I think it'll take some time for life to find its new pace after the Global Ocean Race but here I am, I can really say it now, I have circumnavigated the planet!!!

Il resoconto di una Mini avventura alla Arcipelago 6.50

Dopo un inverno passato davanti al camino, con un letto comodo in cui dormire tutte le notti, pian piano si e' fatto risentire il desiderio di tornare in regata, rivivere alcune delle emozioni che solo la competizione di vela l'altura sanno dare, quelle emozioni e quell'adrenalina che avevo vissuto alla Global Ocean Race. Insomma, un'inspiegabile desiderio di stare scomodi, bagnati, al freddo e dormendo poco! Quindi, quando Jeffrey MacFarlane, un giovane americano, poche settimane fa mi ha scritto per chiedermi se volevo fare con lui la Arcipelago 6.50, una regata per barche Classe Mini proprio qui in Italia, ho accettato al volo.

Non ero mai salito su un mini ma a volte li ho visti ormeggiati vicino al mio Class40, sembrava quasi che la mia barca avesse partorito durante la notte, come mamma delfino con piccolo delfino, uguale in tutte le sue fattezze, solo in versione ridotta. Per di piu', la barca di Jeffrey e' stata disegnata dallo stesso Marc Lombard che ha disegnato la barca con cui ho fatto il giro del mondo, non a caso le linee erano molto simili se non che questo mini e' un prototipo iper tecnico con tante caratteristiche che non si trovano sui Class40, come chiglia basculante, albero con inclinazione regolabile, canard, timoni sollevabili e tante altre chicche che danno vita ad un pozzetto con una quantita' di cime incredibile, un piatto di spaghetti colorati dove non e' facile districarsi, in tutti i sensi. 

Jeffrey ed io non ci eravamo mai incontrati, io non ero mai salito su un mini, ma per fortuna le prime miglia della regata sono andate relativamente bene. A parte la partenza dove il comitato regata continuava a posticipare la partenza e dalla radio io che sono mezzo sordo non capivo una parola di quello che dicevano, figuriamoci Jeffrey che non parla l'italiano, quando finalmente abbiamo capito che si partiva eravamo un po' impreparati. Entro poche ore pero', dopo le formiche di Grosseto, abbiamo preso il comando grazie sopprattutto alla barca che va come un siluro.

Nella notte, passata Giannutri passando vicino al Giglio siamo rimasti piantati senza vento per oltre un'ora, in quell'occasione Platone e D'Ali', rimanendo piu' al largo ne hanno approfittato una prima volta per superarci. Per fortuna forti di un prototipo dalle ottime prestazioni entro poco siamo ritornati in testa rimandendoci anche al passaggio di Capraia. Facendo rotta verso l'elba, grazie proprio ai canard e la chiglia basculante, nonostante le durissime condizioni con vento che in raffica ha raggiunto i 30-35 nodi, stavamo procedendo bene rispetto agli inseguitori.

La bolina era violentissima, la barca veniva spesso colpita da raffiche che la coricavano rapidamente, avevo oramai il braccio livido dal tentativo di tenermi alle draglie, un cimino di pochi millimetri che mi segava il braccio. Per poter continuare a timonare e non rischiare di cadere in pozzetto decido di infilarmi fra le due draglie, potendo finalmente appoggiarmi col petto alla draglia piu' alta e continuare a timonare piu' comodamente. Fin qui tutto bene, andiamo avanti per un po' e le barche dietro sembrano farsi sempre piu' piccole e lontane. 

Una delle caratteristiche dei Mini e' che hanno due timoni, su questo prototipo il timone non in uso puo' essere sollevato per ridurre l'attrito, questo e' controllato da una piccola cima rimandata in pozzetto. Dei due timoni di bolina e' ovviamente quello sottovento a comandare. 

All'improvviso cede il cimino che tiene giu' il timone in uso che immediatamente si alza, la barca diventa ingovernabile senza timone ed istantaneamente va al vento e vira senza possibilita' ne' di reagire ne' di evitarlo. Il tutto succede talmente rapidamente che non faccio a tempo di sfilarmi dalla mia postazione e la barca si corica con la chiglia basculata dal lato sbagliato, il ballast pieno sottovento e la randa appoggiata alle volanti coricando la barca fino quasi a 90 gradi. 

Io sono a questo punto sottovento, ancora seduto al timone, la barca colpita dalle onde oscilla coricata sul fianco, incastrato fra le draglie con i piedi in aria e il corpo in basso non posso fare niente se non tenermi con tutte le mie forze per non finire in acqua, ho la schiena a mollo e la testa a fior d'acqua. Due, tre onde mi coprono d'acqua, pochi istanti ma spiacevolissimi, mi si gonfia il giubbotto di salvataggio, ero comunque legato con la lifeline alla barca ma in quel momento il problema e' come uscire da quella posizione. Jeffrey nel frattempo molla la volante per diminuire lo sbandamento estremo della barca poi cerca di aiutarmi a risalire ma pare impossibile, mi guarda e mi dice che l'unica e' di lasciarmi andare in acqua per poi ri-arrampicarmi in pozzetto. 

Esito, non riesco a valutare se e quanto veloce ci muoviamo non voglio rimanere appeso alla lifeline trascinato a fianco della barca ma allo stesso tempo mi rendo conto che sono in una posizione da cui non posso liberarmi, un'altra onda mi sommerge la testa sott'acqua e capisco di dover agire. Lascio che il corpo scivoli in acqua, la cerata tiene per un istante, poi sento l'acqua fredda riempirmi tutti i vestiti e gli stivali. Jeffrey mi sta tenendo, non c'e' panico siamo entrambi calmi, ma e' chiaro che ci dobbiamo dare una mossa, i miei 88 chili piu' vestiti bagnati non sono certo facili da tirar su, ma ora con le gambe libere riesco a puntare un piede sulla falchetta e man mano risalire in barca... 

Cerco di non pensare a quello che e' successo e reagire subito, come dopo una caduta da cavallo, Jeffrey mi da' un ok con lo sguardo, rimettiamo la barca in rotta sul bordo sbagliato, non potendo usare il timone alzatosi al momento dell'incidente. Sto al timone (l'altro) mentre Jeffrey recupera del materiale per fare una riparazione, passano decine di minuti e continuamo a navigare fuori rotta e non possiamo fare altrimenti fino a riparazione avvenuta. Il timone torna in acqua, viriamo, siamo di nuovo in regata. 

Il freddo inizia a farsi presto sentire, sono bagnato fradicio senza un ricambio, non avevo messo in conto questa eventualita', devo andare ripetutamente sottocoperta per cercare di riscaldarmi. Le 12 ore di regata successive diventano una estenuante fatica con tanta voglia di arrivare.

Ho fatto un giro del mondo su una barca lunga il doppio e che offre ben piu' comfort e sicurezze, dei mini sapevo che erano piccoli e che erano bagnati, ora ho scoperto anche che sono incredibilmente divertenti e con prestazioni che hanno dell'incredibile, con gli spinnaker si trasformano in bolidi che spiattellano sulle onde come noi facevamo nell'oceano pacifico. Insomma, la barca piccola rende il mare grande. 

Forse per questo i Mini sono da sempre la scuola d'eccellenza che forma i grandi campioni, nel loro piccolo offrono la possibilita' di imparare cio' che succedera' anche su una barca piu' grande con molto piu' vento. In quanto al nostro "incidente", non e' certo imputabile alla dimensione della barca, anzi, a parte il mio bagno fuori programma se lo stesso fosse successo su una barca grande avremmo avuto problemi ben piu' seri da gestire ed avremmo sicuramente fatto danni, sul mini a parte lo spavento e' come essere su un go-kart quando si fanno i testacoda in pista, chi ha tenuto la curva ti supera, ma ci si rimette subito in pista e si prosegue!

Un'esperienza che difficilemente scordero' e dell'opportunita' devo ringraziare Jeffrey MacFarlane, e soprattutto di quella mano che mi ha teso per tirarmi fuori da una situazione non troppo simpatica.  

Il risultato dopo 185 miglia e circa 36 ore di navigazione, oltre ad aver riportato a casa la pelle, e' una vittoria in classe prototipi e un secondo posto overall di cui sono comunque contentissimo, specie viste le circostanze. Per consultare la classifica completa di tutte e 21 gli iscritti visita la pagina della Classifica Finale.

 

N

 

voile

 

Imbarcazione

 

Tipo

 

Skippers

 

Time

Naz
1 622 Big Jim S Platone/D'Alì 22:50 ITA
2 716 jeffreymacfarlane.com

P

MacFarlane/Nannini

23:33 USA
3 721 Moitouseul S Frassinetti/Bruno 00:43 ITA

Ne approfitto per ricordarvi i prossimi appuntamenti con l'Oceano, giovedi' prossimo serata al Circolo Unificato dell'Esercito di Genova (via San Vincenzo 68) con il racconto della mia Global Ocean Race. Il 27 Aprile invece Corso di Meteorologia per la vela d'altura utile sia la regatante sia al crocierista. Per ulteriori attivita' consultate il calendario degli eventi o scrivetemi a marco@marconannini.com per ulteriori informazioni.